Distretto 108L Italy
  

Lo stemma di Viterbo

Il leone che contraddistingue Viterbo ha origini antichissime; risale al periodo etrusco.guidoncino_retro
Allora, siamo nel VI secolo a.C., il culto di Ercole si diffuse in tutta l’Etruria, ma particolarmente nel territorio della Tuscia. Viterbo, città etrusca, si chiamava Surina poichè nelle sorgenti termali prossime alla città le nostre popolazioni vedevano il manifestarsi del dio infero Suri. Legato alle acque calde era anche Ercole la cui venerazione prese il sopravvento sull’altra divinità. Sul colle, e proprio dove oggi è il duomo, ebbe un tempio e un culto ufficiale che durò almeno fino al IV secolo dopo Cristo. Una delle famose dodici imprese di Ercole (eroe in Grecia, ma Dio in Etruria), era stata quella di neutralizzare il feroce leone che terrorizzava la città di Nemea. Egli lo aveva catturato e dopo averlo ucciso, con la pelle ne aveva fatto il proprio vestito, tanto che Ercole è sempre e comunque rappresentato coperto da quella che gli archeologi chiamano leontè. In tal modo il leone stesso divenne simbolo di Ercole della sua audacia e della sua forza. Quando nel Medioevo – ci è ignota la data – Viterbo, si volle dare uno stemma ecco risorgere dai secoli, conservata e trasmessa da quella che si definisce la memoria collettiva, la figura di Ercole e di conseguenza del leone. Così, e tutti gli scrittori antichi lo affermano, Viterbo scelse per stemma il leone di Ercole; un leone non rampante, ma come si dice in gergo araldico, passante che si muove fiero, robusto e forte, da destra a sinistra. Solo il leone fu nelle bandiere e negli stendardi della neonata Viterbo medievale fino al 1172.
In quell’anno Viterbo prese e distrusse definitivamente la vicina Ferento ed allora con forte orgoglio companilistico mise lo stemma della città rivale, che era la palma, dietro il proprio Leone. La palma che era anche simbolo di vittoria.
Lo stemma così composto i cui colori erano gli stessi di oggi, giallo e azzurro, rimase fermo fino al 1315 quando il delegato pontificio Bernardo di Coucy per l’aiuto offerto dalla città e dalle sue milizie concesse l’onore di avere la bandiera della chiesa croce bianca in campo rosso con nei quarti le chiavi di S. Pietro. In tal modo il Leone recò fiero anche questo vessillo.
Più tardi nei secoli fu aggiunto il globo con il FAVL che fu tolto, lasciando i resto storico, nel 1888.
E’ il leone di Ercole, il leone etrusco quello che campeggia ovunque in tutti gli stemmi di Viterbo. Molto significativo il detto antico che accompagna il Leone nello stemma della Provincia di Viterbo: “Non metuens verbum, Leo sum qui signo Viterbium; Non temendo alcuna offesa io sono il Leone che rappresenta Viterbo.”

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